CasaSocietàL’Italia che non dorme nelle mani di due “lunatici”

L’Italia che non dorme nelle mani di due “lunatici”

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La storia è bella: un po’ parabola motivazionale e, un po’ “uno in alto mille ce la fa”, ma oltreoceano sarebbe già diventata film o serie tv. Due giovani di belle speranze fanno un programma in alto una piccola radio pure lei di belle speranze, Radio Cusano Campus, emittente universitaria legata all’ateneo romano intitolato a Niccolò Cusano. Una mattina, un alto papavero della Rai, divisione radiofonia, li sente, prende il telefono, li chiama, e poi fa loro la classica offerta impossibile da rifiutare.

Da un giorno all’altro, Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio passano da un angusto studio foderato di cartoni delle uova in altolla Boccea agli scintillanti “PT” (significa “punto di trasmissione”, nome in codice degli studi radiofonici Rai) della storica sede di via Asiago. «Come sia in altoccesso, ancora non ci è del tutto chiaro», confessano i diretti interessati, «ma è certo che, chi ci ha voluti qui, ha avuto nei nostri confronti una fiducia enorme».

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